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PROGRAMMA CULTURALE 2026

Il programma 2026 ripropone la formula sperimentata con successo lo scorso anno:
una gran varietà di eventi, completati da un piccolo Festival tematico “Modernità e territori alpini”.
Distribuiti sull’arco dell’anno, una decina di appuntamenti comporranno una riflessione sui processi che hanno modernizzato infrastrutture, turismo, urbanizzazione ed economia, trasformando comunità e stili di vita.

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COMUNICATO STAMPA

Il Dazio Grande di Rodi-Fiesso presenta la stagione culturale 2026: un viaggio tra modernità, cultura e territori alpini

Si parte il 17 marzo con un incontro dedicato alle complesse relazioni che intercorrono tra l’uomo, l’AI e le altre tecnologie. Seguiranno altri quaranta appuntamenti dedicati a temi attuali tra cui il cambiamento climatico, il senso dell’identità svizzera, la memoria collettiva, ma anche musica, atelier creativi e attività per i più piccoli.

Rodi-Fiesso, 4 marzo 2026 – Con la primavera alle porte, riparte come da tradizione il programma di eventi del Dazio Grande, luogo di incontro e perno culturale non solo dell’Alta Leventina ma dell’intera regione ticinese. Quest’anno una quarantina di appuntamenti tra conferenze, concerti, mostre, atelier, escursioni e incontri animeranno le sale e il giardino del Dazio Grande da marzo a ottobre 2026, in una proposta che intreccia arti, scienza, memoria e contemporaneità.

Dopo il successo del 2025, il programma culturale include anche un festival tematico, quest’anno strutturato intorno all’idea di “Modernità e territori alpini”, con una serie di eventi volti ad analizzare i profondi cambiamenti che hanno trasformato le regioni alpine: dallo sviluppo tecnologico all’evoluzione del turismo, dalle trasformazioni sociali alle sfide ambientali.

“Con questa nuova stagione vogliamo offrire uno spazio in cui la cultura diventi uno strumento per comprendere il presente e immaginare il futuro delle nostre valli – afferma Monica Sartori Lombardi, Presidente della Fondazione. – Il Dazio Grande è un luogo simbolico: un tempo punto di transito di merci e persone, oggi è un crocevia di idee, esperienze e sensibilità diverse. Il nostro obiettivo è rafforzare il legame tra territorio e contemporaneità, coinvolgendo pubblici di tutte le età”.

La stagione si aprirà il 17 marzo con un incontro dedicato alle complesse relazioni tra l’uomo, l’intelligenza artificiale e le altre tecnologie, al quale parteciperanno il Rettore ad interim dell’USI Gabriele Balbi e il giornalista scrittore Bruno Giussani. Seguiranno numerosi appuntamenti dedicati ai temi più attuali, come l’evoluzione del clima alpino e del ruolo che hanno le tecnologie nella previsione dei cambiamenti climatici, con i meteorologi di MeteoSvizzera, o il soccorso alpino con il capo dei piloti della Rega. Grande spazio sarà riservato anche alla letteratura e a incontri dedicati all’identità svizzera, tra cui la memoria industriale della Monteforno. Numerose esposizioni accompagneranno la stagione, tra cui le personali di artisti ticinesi. La musica spazierà dal barocco al jazz, dalla musica da camera alle canzoni d’autore. Non mancheranno atelier creativi per adulti e bambini, corsi di fotografia, calligrafia e artigianato tradizionale, oltre a proposte per i più giovani e attività all’aria aperta.

A completare l’offerta del Dazio, con la riapertura stagionale riprende anche l’attività della Locanda del Dazio Grande, che accoglierà il pubblico dal 19 marzo con pranzi, cene e aperitivi in un ambiente storico e suggestivo, e la possibilità di pernottare nelle sue stanze.

Contatti

Fondazione Dazio Grande, Francesco Vanetta,

tel. 079 240 19 83

fondazionedaziogrande@gmail.com

www.daziogrande.ch

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